Il Silenzio e il Rumore

lunedì, settembre 04, 2006

"[...]Camminare,senza chiedersi perchè [... ]".Perchè in meno di un anno la tua vita è cambiata così radicalmente,tanto da farti chiedere se questo sia davvero il tanto famigerato processo di crescita;e che se lo fosse, continui a domandarti,perchè non ti abbia risparmiato nemmeno gli affetti. Che caro. Perchè in otto mesi, hai distrutto due macchine, prendendo più colpi che in tutta una vita. Perchè i tuoi,cominciano a credere che tu abbia qualche problema di dipendenza. Altrimenti non si spiega. Glielo leggi negli occhi,ogni volta che ti guardano, un pò schifati,mentre incroci ,fortuitamente,il loro passo. Perchè non hai più nemmeno la forza e il coraggio di muoverti,di andare oltre, una buona volta, il più lontano possibile, da tutto quello che ti sta facendo un buco nero nell'anima. Vorresti startene tutto il giorno, chiuso in una campana di vetro oscurata, dove non possono vedere come impieghi il -tuo- tempo, magari al silenzio, senza far niente. Invece di dover affrontare quelle dita, che ti trovi puntate contro. Poi ti viene tolta la parola, perchè ci sono da salvare le apparenze. Nessun diritto di difesa, figuriamoci poi quello di presunta non colpevolezza (innocenza sarebbe una parola più grande di me).E diventa troppo facile ergersi a giudici supremi, quando si tratta di fare a pezzi vite altrui. Ma è così che ti hanno insegnato. Non devi piangere. Non puoi proprio permettertelo. Una volta,ho letto da qualche parte,che più alto è il livello di cilvità,di progresso,e di cultura ,e meno tollerate diventano le emozioni. Certo non puoi portarti da solo al patibolo.Gli altri,poi magari,pensano che tu sia un debole. E ti calpestano. E' il più forte che sopravvive all'evoluzione.Attaccando prima di difendersi. E non guardando in faccia nessuno.Che importano i sentimenti.Anche tu sei così. Da sempre. L'importante è arrivare da qualche parte,il resto,è solo un dettaglio. Che senso ha allora,tutta la cornice? Diventa più facile frantumare da soli quello che sicuramente,qualcuno o qualcos'altro,indipendentemente da te,distruggeranno in futuro. Deglutisci quella sensazione perenne di amaro in bocca. E' questo il meccanismo per andare avanti. Puntuale,come un orologio svizzero,nel ricordarti che non puoi farci proprio niente.

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giovedì, luglio 06, 2006

La sicurezza di ciò che non ha vita.Di ciò,che è destinato a non avere un transito,ma a rimanere nel tempo.E dall'altra parte,quello che invece,ha una durata prestabilita.Un inizio,un intercorso,e inevitabilmente una fine.Una fine che forse è stata scritta troppo presto.Una fine,a cui ho deciso di prepararmi in tempo,perchè so che non avrò il coraggio di farmi vedere piangere da te.Da te che perderai il tuo punto di forza.Da te che perderai chi ti ha dato la vita.Una corsa all'impazzata verso la speranza.O verso la scienza.Una scienza che ancora una volta,non può far altro che rendere il tutto solo meno acrimonioso.
Morfina.E l'assenza coatta di parole.A volte è bisogna solo non chiedersi il perchè.Perchè non c'è nessuna spiegazione stavolta.49 anni.E il loro roseo colore che lentamente,in una giornata, ti scivola di dosso.Se ne va,a poco a poco,con ogni flebile respiro.Respiri che fino all'ultimo,hai cercato di tenerti stretti.Ma quella brutta bestia è così.Ti prende tutto.E mette tutti in un angolo,ad osservare, l'inizio di una fine preannunciata.E del tempo se ne sbatte.Ti porta via tutto in un mese,corrodendoti da dentro.

Arrivederci,non addio.Perchè quelli come te,non se ne vanno più,lasciano troppi piccoli indelebili grandi segni,nelle vite che hanno sfiorato.[1 Luglio].Stavolta,c'è davvero un angelo in più.E che angelo.

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venerdì, giugno 09, 2006

What the hell is going on?Quando tutto ti passa tra le mani così velocemente da non aver nemmeno il tempo di reagire.Perchè se avessi avuto il tempo di preparare una risposta,forse le cose non sarebbero andate così.E c'ho provato a riprendere il controllo di  tutto.Ma c'è sempre qualcosa che sfugge il tuo sguardo.O che è sempre un pò più veloce di quanto ti aspetti.Questa è la settimana dell'attesa.L'attesa in una sala bianca.Che somiglia tanto a un cazzo di limbo.E l'inferno,è li,sotto di te che attende il tuo piccolo passo falso.O il tuo momento felice.Aghi,esami e tac.Ma sopratutto, speranze.Perchè certe parole, io, non ce la faccio nemmeno a pensarle.Così è questo quello che succede,quando butti giù per settimane e settimane.Quando ti svegli,non puoi che sputare veleno."E non hai fatto altro che prendere e prendere,ma io ora non ho più niente da darti".Bentornati vecchi pensieri,bentornato cinismo.

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giovedì, maggio 25, 2006

Luci blu lampeggianti nel buio di una qualsiasi notte piovosa di maggio.Sirene spiegate,in una qualsiasi notte per me, ma non per te.Che lotti tra la vita e la morte.Una morte a cui non vuoi arrenderti,e che combatti con la forza e il coraggio di un ventenne rinchiuso nel corpo stremato di un ottantenne.Perchè i tuoi anni te li porti tutti sulle spalle.Anni di lavoro,di difficoltà familiari,di guerre anche.Anni che però non ti impediscono di stare aggrappato,con i denti e con le unghie,a quell'ultimo respiro.E chissà se davvero c'ha messo lo zampino la forza di volontà.Questa sconosciuta.

E mentre tu,te ne stavi li,sospeso tra la realtà e la trascendenza,io stavo aldilà di quella porta ad osservare che significa essere davvero legati a quella cosa,con cui io ho il vizio di giocare troppo spesso.Poi ho pensato.Ho pensato che dopo quattro anni,avrei dovuto riaffrontare "tutto questo".E in quel momento,più che mai, avrei soltanto voluto sparire o raggomitolarmi in buco nero lontano dal mondo.La solitudine da troppe risposte, che poi, con tutte quelle risposte non sai più cosa chiederti.Troppe risposte,ma troppe poche domande.Le solite domande.Tutto ruota attorno alle solite questioni egoistiche.Perchè la maggior parte dei problemi non esistono nemmeno.Sono solo ombre che appaiono troppo scure per appartenerci.

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sabato, maggio 13, 2006

In prospettiva le cose non sono mai quello che sembrano. Così piano piano,si perde la concezione del vero. Dov'è la verità? Dove si nasconde questa misteriosa? Perchè la verità fugge. Scappa dalla luce del sole, che svelerebbe ogni suo minimo particolare difettoso, e si nasconde dietro un cespuglio, saltellando, alle 3 di notte. Si nasconde perchè deve fare i conti con chi non riesce ad affrontarla e la ignora. Ecco allora che subentra sul palcoscenico la sua amata quanto odiata diretta nemica: la bugia. Così dolce. Così affabile. E tanto avvolgente.Ti ricopre di zucchero,e di false future speranze.Che poi, è sempre troppo tardi quando ti accorgi dove finisce l'una ed inizia l'altra. Entrambe pagano un salato affitto nel tuo cuore. L'eterna lotta/sfida tra il bene e il male. Da bambini ci insegnano che la strada giusta da prendere è quella che si dirama a sinistra. Quella dove palpita il cuore. E quella che conduce all'illuminazione. Perchè quando riesci a scindere quello che è da quello che non è, segni il punto del match point. Ma se anche fosse, quel nero continua ad invaderti, ad inonandarti come un battello che affonda. Scialuppe di salvataggio? Quelle si che sono pericolose. Ti aggrappi, con i denti, con le unghie, a quell'unica minuscola possibilità di salvarti. E se non andasse come credi? Le cose non vanno mai come credi. Forse il trucchetto magico è davvero il NON aspettarsi niente. Così quando quel qualcosa accade l'effetto sopresa è sì destabilizzante, ma tanto chic. Perchè ti svegli la mattina e decidi di chiudere la tua vita in una scatola nera. Una scatola ermetica, che il giorno seguente, non riesci più ad aprire. Nessun filo di Arianna, l'eroe di questa storia stavolta non riuscirà a tornare indietro. E per ogni parola pronunciata, una tana per il nemico, che lentamente, colonizza il tuo esofago. Promesse che non hanno senso, e parole che collidono con azioni vuote. Quando decidi di smettere di camminare, e di cominciare a strisciare, tornare indietro è troppo complicato. Si cerca di evitare gli ostacoli.O più semplicemente,di stordire i sensi. Per non capire. Perchè quando apri gli occhi la situazione è diventata insostenibile. A tutto c'è un limite. Un limite che hai travalicato da troppo.Un limite con cui giochi dal 5 gennaio. Il vecchio sogno dell'uomo, volare via. Lontano dagli occhi,lontano dal cuore.

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